Questo Blog permette di raccontare la propria esperienza con la medicina omeopatica. Partecipando darete modo ad altre persone di formarsi un’idea sempre più precisa su questo sistema di cura dolce.
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lunedì 17 maggio 2010

Io e l'omeopatia

Riflessioni sull'Omeopatia di una paziente del dottor Ghrewati




Il dottor Ghrewati è il mio omeopata, una persona eccezionale che stimo e alla quale sono legata da profondo affetto.


[Premesso questo dico sì all'omeopatia] perchè è una medicina di pari dignità di quella allopatica, ma con principi e funzionalità forse migliori, in quanto tiene conto, a differenza della seconda, dello stretto rapporto mente-corpo, della loro interdipendenza, della loro reciproca influenza.
Dobbiamo pensare al corpo come ad una lavagna sulla quale si rendono visibili gli effetti prodotti dalla mente. è il cervello che con gli impulsi fa muovere il corpo e non il contrario, noi pensiamo di voler muovere la mano e la muoviamo. L'azione parte da un puro pensiero.

Mi direte voi, ma il pensiero come faresti a formularlo se non avessi il cervello?

Per chi crede che l'uomo non sia pura fisicità, non credo ci siano particolari problemi a dare a se stesso una risposta a questa domanda:
l'uomo è l'incontro di energia e di materia, l'energia è incanalata nella materia e la materia trasforma gli impulsi dell'energia in azioni.

Energia: parola che oggi associata all'uomo e a questi particolari argomenti, dà un'immagine da medioevo o da fanatici new age mi farete notare senz'altro.
Ma l'energia è un concetto spiegato dalla fisica,protagonista di leggi importanti (einstein, teoria della relatività: E=mc2 , dove E sta per energia) quindi alla fine perchè pensarlo? L'aria la vediamo? Riusciamo a prenderla, a toccarla? eppure esiste. L'elettricità è energia: la vediamo? La tocchiamo? Potreste obiettare ricordandomi del fulmine: quello però è un fenomeno fisico di energia elettrica, un effetto, una manifestazione dell'energia elettrica e non pura energia che esiste indipendentemente dal fulmine. L'energia in sè non è visibile. Eppure come abbiamo appena considerato produce degli effetti visibili.

La stessa cosa succede nell'uomo: la mente, intesa come psiche e non come cervello, semmai contenuta nel cervello, il quale è suo strumento, produce sul corpo effetti del suo status, che il corpo tradurrà in sintomi.
La differenza tra medicina allopatica e omeopatica sta proprio in questo: mentre la prima tende a sedare i sintomi, che ben presto torneranno puntuali, pretendendo di risolvere così il problema e in realtà aggiungendone altri se è possibile, la seconda va direttamente alla causa per frenare in maniera definitiva i sintomi che sono solo la punta dell'iceberg di un'intera situazione nascosta. [...] Partendo dal presupposto che stordendo il sintomo si uccida il problema, i medicinali sono fatti in maniera tale da aggredire la manifestazione visibile della causa rilegandola in sordina, ma la causa esiste ancora. Semmai essi aggiungono problemi ulteriori: chi ha mal di gola e tosse persistenti e prende sciroppi o antibiotici, dopo un tot di tempo non avrà più fastidi ma avrà indebolito il fisico con farmaci aggressivi che sono prodotti sintentici di laboratorio, che gli avranno dato altri effetti collaterali rovinandogli lo stomaco e il sistema immunitario, e in più dopo poco tempo si manifesterà la solita cosidetta "ricaduta", indice che la causa è sempre lì.
[...]
Il medico allopatico pensa spesso per compartimenti stagni:
curiamo lo stomaco perchè lì è il problema e allora giù a bombardare.sicuramente tiene conto della circolazione,della pressione,del cuore, del fegato,dei reni,ma un po' per volta e se il paziente è già indebolito anche in questi e il più delle volte non tendendo conto del resto del corpo.

Non ho mai visto il mio medico prescrivermi un farmaco per qualcosa in particolare, e parlo di cure molto lunghe, tenendo conto dei miei reni ad esempio o del mio fegato o del mio sistema endocrino. Eppure io lo so, da profana in materia, e quindi lo sa anche lui, che gli effetti collaterali ci sono e colpiscono anche questi organi pur essendo io un soggetto giovane e in salute.


La medicina omeopatica, invece, pensa all'uomo come sistema unitario. e come tale agisce con strumenti tratti dalla natura, con principi che rispettano e mirano a sanare l'equilibrio psico-fisico nella sua interezza ed non provocano danni lì dove nn c'è necessità di intervenire.
I farmaci omeopatici che curano sulla base del principio sovrano dell'omeopatia del "SIMILIA SIMILIBUS CURENTUR", sono nati da sperimentazioni fatti con sostanze naturali,delle quali è tratto il principio curativo,l'impronta di energia curativa conservata nella memoria della pianta, come nel nostro dna è conservata la memoria genetica:cito la belladonna per esempio,che sarebbe devastante sull'uomo se usata pura a causa del suo veleno e che invece così ha effetti ottimi.mentre prima di piante del genere si usava una piccola parte o si facevano preparati molto diluiti per evitare di avvelenare, e ottenendo così invece solo il potere curativo, adesso si usa il metodo della dinamizzazione evitando di utilizzare piante in maniera diretta che potrebbero essere state a loro volta contaminate da pesticidi o veleni vari.
[...]
Non essendo un medico, nè allopatico nè omeopatico non so se mi sono spiegata benissimo o se ho sbagliato qualcosa in entrambi i campi, [...] ma questa è l'opinione che mi sono fatta in merito. Mi spiace se qualcuno si sentirà offeso dalle mie parole ma testando io in prima persona l'omeopatia e ottenendo risultati ottimi lì dove avevo usato farmaci che mi avevano fatto stare peggio di come già stavo, e non era esattamente una stupidaggine, non posso che difenderla.


Tra l'altro io sono del parere che si dovrebbe sempre evitare di prendere farmaci e avvelenarsi lentamente. e quindi l'omeopatia viene perfettamente in mio soccorso. Di fronte a cose fortemente gravi non so come potrei reagire e come mi comporterei,ma so che, qualora in quel caso non riuscissi a non intervenire con la medicina allopatica, date le scarse conoscenze riguardo a molte malattie, la medicina omeopatica non la lascerei assolutamente e comunque. Magari proverei a farle convivere,almeno per un po'. [...]

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sabato 27 marzo 2010

In ricordo del Professor Antonio Negro

L'associazione Adimo desidera esprimere un pensiero d’amore e di riconoscenza per il Professore Antonio Negro, un grande uomo al quale il mondo della medicina omeopatica deve molto. La sua recente scomparsa lascia un vuoto comprensibile, ma il suo altruismo, la sua professionalità nonché il suo alto valore morale e spirituale vivranno per sempre nella memoria degli uomini che lo hanno conosciuto. Con i suoi insegnamenti, il Professor Negro ha consentito la continuità della pratica medica omeopatica che lui stesso definiva rivolta alla:

“comprensione dell’uomo come persona umana unica ed irripetibile, essere vivente di umana e divina fattura, mirabile sintesi unitaria di spirito, mente e corpo”.

La sua vita, che Egli ha dedicato allo studio, alla comprensione della malattia, alla cura dei suoi pazienti e prima ancora alla conoscenza dell’uomo nella sua perfetta complessità, dovrebbe servirci da esempio per ritrovare la strada che possa condurci all’equilibrio personale e sociale attraverso la riscoperta dei Valori Umani.

Con grande stima

Il Presidente
Francesco La Camera

mercoledì 24 marzo 2010

Vademecum di Medicina omeopatica

La guarigione necessita di tempo: nella cura sintomatica si avverte subito il miglioramento e per ogni sintomo si assume un rimedio specifico, mentre nella terapia omeopatica di terreno si prescrive un solo rimedio per tutto il quadro morboso. La terapia omeopatica riguarda, nella sua interezza, il quadro morboso del paziente che difficilmente guarisce con un solo ciclo di terapia (circa 3 mesi). Passando da un ciclo all'altro, si avvia verso l'equilibrio psicosomatico generale (salute). Il numero dei cicli dipende dallo stato del paziente, il quale deve conoscere bene i propri sintomi al fine di ricevere la prescrizione del rimedio più indicato. Il numero e la gravità dei sintomi dipendono dallo stato dell'equilibrio psicosomatico del paziente e ognuno reagisce al rimedio omeopatico in maniera diversa dipendente dalla propria forza vitale. La terapia omeopatica segue il ritmo biologico perciò il medico deve essere prontamente informato di qualsiasi alterazione.

Durante la cura (costituzionale profonda) è possibile avere disturbi acuti (influenza, crisi di astinenza, peggioramento dei sintomi iniziali, processi eliminatori...): si avverta il medico tempestivamente in maniera che possa valutare la necessità di sospendere la cura costituzionale e possa indicare il rimedio d'urgenza adatto al superamento del disturbo acuto.

È consigliabile sospendere la cura durante il periodo mestruale, far meno movimento possibile ed evitare gli sport.
Cominciare i pasti con la frutta, bere a sorsi seduti respirando tra un sorso e l'altro, evitare i grassi nell'alimentazione (salumi, insaccati...). È consigliabile mangiare solamente se si ha appetito: non sforzarsi a mangiare.

Il paziente è il primo medico di sé stesso deve, quindi, essere in grado capire che non sono disponibili pezzi di ricambio perciò alcune malattie non devono verificarsi, deve essere in grado di mantenere uno status di salute prevenendo le malattie, deve curarsi in tempo (il tempo è importantissimo in medicina, perdendolo si peggiora lo squilibrio psicosomatico), deve accertare che la sua cura sia la più giusta utilizzando la sua saggezza, riflettendo, pensando, ascoltando i consigli del medico.

La sicurezza del rimedio omeopatico risiede nella purezza della materia prima, nella metodologia di preparazione, nell'ecologia dell'ambiente di produzione.
I rimedi omeopatici devono essere conservati ben chiusi, lontano dalla luce, dal calore e dagli odori (profumi, oli essenziali, sostanze aromatiche...).

I globuli vanno presi lasciandoli sciogliere in bocca sotto la lingua senza masticarli, senza acqua e lontano dai pasti (1 ora prima di mangiare o due-tre ore dopo). I globuli sono assorbiti dalla mucosa orale, quindi è consigliabile sciacquarsi la bocca prima di assumerli. Non bisogna toccarli con le mani o con altri strumenti (pinzette o altro).

Per ottenere risultati migliori e più rapidi nella cura è consigliabile evitare l'assunzione di tutte le sostanze chepossono influenzare totalmente o parzialmente l'effetto dei rimedi: fumo, caffè (non il caffè d'orzo), thè forte, liquori (meglio evitare tutto ciò che contiene alcool), aceto (sostituirlo con gocce di limone e olio extra vergine d'oliva a crudo), sostanze aromatiche (pepe, menta, mentolo, camomilla, paprika, zenzero, aglio, cipolla cruda, prezzemolo, dentrificio alla menta o mentolo, chewing-gum), medicinali di uso interno ed esterno salvo diverso parere medico (iniezioni, supposte, disinfettanti, lassativi, pomate, unguenti, ecc...)